di Matteo Maria Giordano [03.08.2016]

Quello che sto vivendo in questi giorni in Polonia è difficile da spiegare a parole.
Qualcuno dice che è solo l’entusiasmo del grande evento, ma non è e non può essere così: qui si respira il volto giovane di una Chiesa viva…qui si respira che Dio vive attraverso suo figlio Gesù, presente in mezzo a noi.
Chi afferma che i giovani giunti a Cracovia siano i tipici nerd “da parrocchia” non li ha visti veramente, non li ha guardati negli occhi, non ha incrociato i loro sorrisi, i loro canti improvvisati sui treni e in mezzo alle strade, la loro bellezza, il loro coraggio, la loro voglia di un futuro e di un mondo migliore. I giovani della GMG hanno orecchini e piercing, tatuaggi e smartphone sempre accesi come tutti i giovani del mondo e hanno una allegria che supera ogni fatica. Perché la GMG ti toglie tante cose: la privacy, il cibo, l’acqua calda per lavarti, un letto comodo. Ma te ne da una fondamentale: ti riporta all’essenzialità, perché solo lì puoi incontrare Dio e provare una gioia unica e grande.
E al Campus Misericordiae, qualche giorno fa, eravamo in milioni a volerlo incontrare…mi chiedo quale politico, quale cantante, quale star del cinema o dello sport sia in grado di radunare un simile numero di persone. La risposta non c’è, perché solo Dio può farlo. Nella notte della veglia ho visto compiersi miracoli davanti ai miei occhi: cuori che si convertivano, lacci che finalmente si scioglievano in pianti che avevano il sapore della liberazione e della gioia vera, quella donata dalla Grazia del tocco di Dio. Davvero un’esperienza unica e indimenticabile.