CHE COS’E’ CVI?

E’ un progetto che punta a migliorare la comunicazione del messaggio cristiano sulle tematiche di attualità. Aiuta i credenti a parlare in modo più efficace alla cultura contemporanea, sia attraverso i media che nella vita quotidiana. Non parla ufficialmente a nome della Chiesa ma ha la sua benedizione e ne rispetta in toto la leadership e la dottrina.

Il progetto si ispira all’analoga iniziativa inglese Catholic Voices, che fu creata nel 2010 in occasione della visita di Papa Bendetto XVI nel Regno Unito, quando 24 cattolici laici e un sacerdote ricevettero per sei mesi una formazione ad hoc in vista dell’esposizione mediatica dell’avvenimento. Un centinaio di interviste rilasciate in pochi giorni a radio e tv spinse gli organizzatori a creare una struttura permanente ed il progetto è stato successivamente adottato da molti altri Paesi (per la lista completa e i link ai siti clicca qui).

In questi anni Catholic Voices si è affermato in tutto il mondo come uno dei successi della Nuova Evangelizzazione.

In Italia il debutto è avvenuto nell’autunno 2014, con l’uscita del libro “Come difendere la fede senza alzare la voce” e l’avvio, a Roma, presso la Pontificia Università della Santa Croce, del corso di formazione delle prime voci: si tratta di una decina di personalità cattoliche – laiche e non – che intervengono nel dibattito pubblico o sono attive nella società civile. In un secondo tempo si prevede di allargare la formazione a tutti quei cattolici che, impegnati in vari contesti, sentono il bisogno di migliorare la propria capacità di comunicare e difendere i valori cristiani, servendosi di un approccio nuovo. Al centro del progetto vi è infatti il metodo del reframing, che si concentra sull’ “intenzione positiva” che spesso si cela dietro alla critica mossa alla Chiesa. Focalizzarsi sui valori comuni della civiltà occidentale – inevitabilmente cristiani – consente di avere un atteggiamento meno aggressivo e difensivo e più empatico. In altre parole, permette di riavviare il dialogo con l’altro.

 

Perchè CV?

L’idea nasce con i seguenti presupposti:

  • rispondere allo spirito dei tempi – in una società sempre più secolarizzata, la Chiesa non ha automaticamente legittimità o credibilità, ma deve conquistarsele sul campo argomentando il suo impegno per il bene comune e per la dignità della persona.
  • capire è gestire i media – l’influenza della comunicazione di massa rende l’attenzione dei media un’opportunità e anche nelle situazioni apparentemente più critiche e polemiche ci si può far capire, a patto di conoscere il linguaggio
 e le esigenze dei mezzi di informazione.
  • noi siamo il messaggio – 
insieme al contenuto, il metodo più efficace per evitare ostilità e stemperare pregiudizi è proprio un atteggiamento autenticamente cristiano, aperto
 e rigoroso ma pacato anche di fronte alle provocazioni, e mai supponente.

 

L’approccio di CV

  • l’obiettivo – aiutare a trasmettere il punto di vista cristiano in maniera chiara, convincente, efficace (senza arroganza da un lato nè ingenuità dall’altro) e nei modi e nei linguaggi adatti ai mezzi di comunicazione.
  • la filosofia – positiva e pragmatica: i media offrono un servizio al pubblico che va supportato.
  • la strategia – prevede un approccio fermo ma positivo: creare empatia per riaprire il dialogo con quanti, credenti o non, fanno riferimento ai valori essenziali del vivere comune.

 

Il metodo di CV

Elemento centrale della formazione di Catholic Voices è il metodo del reframing, che consente di:

a) uscire dai ruoli stereotipati che talvolta sono attribuiti alla Chiesa e ai cattolici nel dibattito pubblico.

b) reimpostare le questioni nevralgiche facendo appello a quei valori cristiani che sono contenuti (spesso inconsciamente) nelle critiche mosse alla Chiesa.

c) spiegare la posizione cattolica nella sua ottica di bene comune e comunicare la bellezza e la verità autentiche della tradizione cristiana.