Nell’Evangelii Gaudium, parlando dell’atteggiamento comunicativo di un evangelizzatore, papa Francesco spiega che un cuore missionario «si

fa “debole con i deboli […] tutto per tutti” (1 Cor 9,22). Mai si chiude, mai si ripiega sulle proprie sicurezze, mai opta per la rigidità autodifensiva. Sa che egli stesso deve crescere nella comprensione del Vangelo e nel discernimento dei sentieri dello Spirito, e allora non rinuncia al bene possibile, benché corra il rischio di sporcarsi con il fango della strada».

Proprio come dei missionari al lavoro con una tribù, dovremmo rimuovere gli ostacoli superflui, prestare attenzione alle parole che usiamo, essere pronti a spiegare la nostra terminologia e non dare per scontato che si conosca il contesto di fondo. Siate diretti, ma umani. E siate autentici, «perché in questi spazi non si condividono solamente idee e informazioni, ma in ultima istanza si comunica sé stessi», ha detto Benedetto XVI.

L’atteggiamento nei confronti degli altri è molto importante: concedete alle persone il beneficio del dubbio e consideratele in buona fede; come diffusamente spiegato nell’introduzione, molte critiche mosse alla Chiesa si appellano a un valore cristiano (poi magari distorto o considerato solo parzialmente) e molto spesso pungolano la Chiesa proprio perché sia all’altezza del suo stesso messaggio. Cercare questa «intenzione positiva» nascosta nella critica ci evita di cadere nella logica dell’accusa-difesa-attacco. Riaffermandola (giacché di fatto è un valore cristiano) otteniamo che l’altro ci ascolti, e rendiamo la comunicazione possibile.

Una delle illusioni che creano i social network è il senso di intimità: una discussione animata può facilmente farvi dimenticare che in realtà non si tratta di uno scambio privato ma di un vero e proprio spettacolo pubblico per centinaia, forse migliaia di persone. Prendete spunto dai missionari, che sanno di essere sempre osservati, e non dimenticate l’audience invisibile che vi ascolta e giudica. Ricordate che quando parlate a uno state testimoniando a tanti.

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